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L’america come nuovo “tax heaven”?!

Mi e’ capitato di leggere un interessantissimo articolo su Bloomberg Business nel quale l’America veniva descritta come la “nuova Svizzera,” dove gli stranieri possono investire i propri capitali in totale privacy. A quanto pare, gia’ moltissimi professionisti , da avvocati di Londra a compagnie fiduciarie Svizzere, stanno aiutanto gli investitori piu’ facoltosi a spostare i propri capitali dalle Bahamas o dalle Isole Vergini Britanniche agli Stati Uniti.

Prima domanda che mi viene in mente… ma le banche americane possono liberamente offrire il segreto bancario agli investitori stranieri? Possono iniziare una mega pubblicita’ per incitarli a cogliere questo meraviglioso regalo ( il segreto bancario che la stessa America ha praticamente tolto a paesi come la Svizzera proponendo programmi quali FATCA) investendo negli Stati Uniti? Secondo l’articolo, tutto e’ legale se il segreto bancario non viene usato con l’obiettivo di evadere le tasse nel proprio paese di origine.

In effetti, questa notizia non dovrebbe sorprenderci affatto.  Se leggete il mio articolo precedente sullo scambio di informazioni tra Italia e america, noterete che in tutti questi trattati, mentre  l’America e’ riuscita ad accedere alle informazioni dei residenti fiscali Americani con investimenti o conti bancari all’estero attraverso FATCA, nessuno di questi accordi costringe l’America ha rivelare informazioni su stranieri con investimenti negli Stati Uniti!! Anzi, l’America con il suo mitico FATCA ha fatto da modello all’ Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) nella creazione del nuovo common reporting standard dove gia’ 97 paesi in tutto il mondo hanno accettato di scambiarsi informazioni sugli investimenti dei propri residenti fiscali all’estero. Indovinate chi appare nella lista dei paesi che si sono rifiutati di partecipare al nuovo programma?! Ma gli Stati Uniti naturalmente!

Le compagnie di investimenti americane non hanno perso tempo. Il Bolton Global Capital, una compagnia di consulenza finanziaria a Boston, ha fatto circolare tra i suoi clienti un esempio su questo nuovo segreto bancario americano: “Immaginate un ricco investitore Messicano che apre un conto in banca negli Stati Uniti utilizzando  una compagnia delle Isole Vergini Britanniche.. l’unica informazione a cui il governo messicano potra’ accedere sara’ il nome della compagnia, mentre l’identita’ del proprietario del conto in banca potra’ rimanere segreta.

Cosa puo’ portare tutto cio’ agli Italiani?  

Mettiamo tutto in prospettiva:

Come ho scritto nel precedente post, l’Italia ha firmato l’accordo FATCA con gli Stati uniti; di conseguenza, se siete diventati residenti fiscali in America e avete quindi l’obbligo di dichiarare all’ IRS tutti gli investimenti e conti bancari che avete nel mondo, le istitutioni italiane forniranno all’America informazioni relative ai vostri conti bancari o fondi  in Italia ( dall’ IRS non si scappa). Come descritto prima, le istituzione americane non hanno invece alcun obbligo verso le istituzioni italiane.

L’Italia ha cercato di spingere l’America ad uno scambio BIlaterale nel Intergovernmental Agreement (“IGA”) Modulo 1. In questo accordo, l’America promette di rivelare alcune informazioni relative ai conti degli Italiani negli States,  tra le quali:

  • il nome, indirizzo e codice fiscale dell’ individuo ( non entita’) residente in italia,
  • il numero del conto,
  • il nome e numero identificativo della banca
  • l’importo lordo di interessi da conti di deposito e di ricavati da alcune specifiche attivita’.

L’accordo appena descritto lo potete trovare cliccando QUI, ma e’ abbastanza evidente che, nonostante lo sforzo dell’Italia di ottenere uno scambio d’informazioni “equo,” l’America sia riuscita con successo a limitare le informazioni da condividere con l’Italia lasciando ampie possibilita’ per aggirare  ( in modo totalmente legale) la promessa fatta nel IGA.

L’Italia ha anche aderito al CRS:  a partire dal 2017, l’Italia iniziera’ lo scambio automatico di informazioni relative all’anno 2016. La Svizzera aderira’ allo scambio di informazioni automatico a partire dal 2018 relativo all’ anno 2017. L’America, d’altro canto, e’ uno dei pochissimi paesi che non ha aderito a questo programma.  ( se volete vedere quali stati hanno aderito e quando, guardate questa SCHEDA; nella lista potete vedere gli stati che inizieranno lo scambio a partire dal 2017 sulle informazioni relative all’anno 2016, e gli stati che inizieranno nel 2018 sulle informazioni dell’anno 2017).

In conclusione, grazie alla sua “lotta contro l’evasione,” sembra che l’America sia riuscita ad ottenere il controllo sui propri residenti fiscali e, allo stesso tempo, a diventare la nuova Svizzera per gli investitori stranieri…..God Bless America!

Se volete leggere l’articolo in inglese, lo potete trovare qui.

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