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Lo scambio di informazioni tra l’ Italia e gli Stati Uniti.

Questo e’ un argomento che sta a cuore a molti clienti italiani ( e non solo) che decidono di investire all’estero.

Ci sono tre diverse normative sullo scambio di informazioni: FATCA, EUSD e il CRS( quest’ultimo verra’ applicato nel 2017 ma portera’ a diversi cambiamenti.)

  •  FACTA ( the US Foreign Account Tax Compliance Act): secondo  questa normativa Americana, l’Autorità Fiscale statunitense (Internal Revenue Service ) puo’ ottenere dalle Istituzioni Finanziarie non statunitensi che hanno firmato il “FATCA Agreement” ( tra le quali l’Italia)  informazioni anagrafiche e patrimoniali relative ai soggetti identificati come “US Persons,” ovvero persone fisiche e giuridiche fiscalmente residenti negli Stati Uniti ( leggetevi il post sulla residenza fiscale americana). Infatti, secondo il sistema fiscale Americano, un residente americano e’ soggetto a tassazione negli Stati Uniti su tutto cio’ che possiede nel mondo ( e’ appunto chiamata “a worldwide tax”). L’obiettivo primario di FATCA è quello di individuare gli evasori fiscali U.S. che occultano attività ed investimenti finanziari in conti esteri, incoraggiando le istituzioni finanziarie straniere a conformarsi ad una serie di obblighi in materia di reporting, attraverso lo scambio automatico di determinate informazioni di natura finanziaria. L’Italia e gli Stati uniti hanno firmato un accordo su come applicare la normativa Fatca tra i due paesi (potete trovare tale accordo QUI). Sullo scambio di informazioni, l’accordo prevede un incremento graduale dello scambio di dati fino ad arrivare a uno scambio completo con riferimento all’annualità 2016.  I conti soggetti alla normativa FATCA sono:
    1. Conti finanziari:  conti intrattenuti presso un’istituzione finanziaria
    2. Conti di deposito:  i conti comprovati da un certificato di deposito, di risparmio, di investimento, o di debito;
    3. Conti di custodia: conti collegati ad un qualsiasi strumento finanziario o contratti detenuti a fini di investimento (quali azioni, titoli di una società di capitali, obbligazioni o altro titolo di credito, operazioni in valuta o su merci, credit default swap, swap basati su un indice non finanziario);
    4. Gestioni Patrimoniali Individuali (GPM): le GPM includono i contratti di mandato alle gestioni patrimoniali individuali, in relazione ai quali la banca agisce come soggetto gestore.
    5. Quote nel capitale di rischio o di debito: vi rientrano, ad esempio, le quote/azioni di OICR/SICAV (diverse da quelle regolarmente negoziate su di un mercato regolamentato), nonché le gestioni patrimoniali individuali (GPM) descritte precedentemente
    6. Contratti di assicurazione e contratti di rendita: qualsiasi contratto di assicurazione per il quale sia misurabile un valore maturato e qualsiasi contratto di rendita emesso da/intrattenuto presso un’istituzione finanziaria
  • EUSD (Direttiva dell’Unione Europea sulla tassazione dei redditi da risparmio):   Dal 1° luglio 2005 l’EUSD ha fornito un quadro agli Stati membri dell’Unione europea e a determinati altri paesi e territori (tra i quali Svizzera, Andorra, Liechtenstein, Monaco e San Marino) per la raccolta e lo scambio di informazioni relative ai pagamenti di redditi da interesse.   Secondo questa normativa, alle distribuzioni di dividendi, ai rimborsi e alle conversioni in fondi che investono in attività generatrici di interessi sarà applicato automaticamente lo scambio di informazioni tra i paesi membri.                                                 Per quanto riguarda il segreto bancario, l’ Unione Europa ha anche firmato diversi accordi contro l’evasione fiscale per sancire la fine del segreto bancario. Questi accordi comprendono:
    1.  Accordo UE-San Marino:  Dal 2017, gli Stati dell’Unione riceveranno nomi, indirizzi e altre informazioni di carattere finanziario dei loro residenti con conti correnti a San Marino. Viceversa, San Marino riceverà informazioni dei suoi cittadini con conti in uno dei 28 Stati Ue.
    2. Accordo UE- Liechtenstein: Entro il 2018, le autorità fiscali degli Stati membri e del Liechtenstein si scambieranno automaticamente i dati sui conti dei rispettivi residenti, inclusi quelli relativi al saldo di fine anno, agli interessi e dividendi corrisposti, nonché ai proventi derivanti dalla cessione di attività finanziarie.
    3. Bruxelles ha dato avvio a negoziati con Andorra e con il Principato di Monaco e intende concludere simili accordi con la Svizzera.
  • CRS (Common Reporting Standard):  Il G20 ha recentemente approvato il piano dell’ Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) di attuazione dello standard globale per lo scambio automatico di informazioni tributarie, il Common Reporting Standard (CRS). Dal 2017 gli Stati  inizieranno a scambiarsi informazioni tra loro in modo automatico.Lo scambio automatico di informazioni consentirà alle autorità fiscali degli Stati di inviarsi dati relativi ai contribuenti residenti. In base allo standard globale approvato dal G20, infatti, i governi sono chiamati a ottenere informazioni dettagliate dalle istituzioni finanziarie delle proprie giurisdizioni, per poi scambiarle fra di loro annualmente e in modo automatico. Le informazioni oggetto di scambio automatico sono quelle relative ai conti bancari (incluse informazioni sui saldi, gli interessi, i dividendi e i proventi di attività finanziarie) delle persone fisiche e giuridiche, dei trust e delle fondazioni.
    • Tra i Paesi che dal 2017 inizieranno a scambiarsi informazioni vi sono: L’Italia, il Belgio, le Isole Vergini Britanniche, l’Irlanda, il Lussemburgo, e Malta.
    • Dal 2018, alcuni dei paesi che aderiranno al CRS sono: la Svizzera, le isole Marshall, l’Austria e Andorra.

Potete trovare QUI la lista completa dei paesi aderenti e le date di aderenza.

Come sempre, per ulteriori informazioni non esitate a contattarmi!

Nota. Questo articolo vuole semplicemente fornire informazioni di natura generale. Cerco di aggiornarne il contenuto periodicamente, ma non posso garantirne l’aggiornamento nel momento in cui l’articolo viene letto. Nessuno deve agire basandosi sulle informazioni in esso contenute senza ottenere un preventivo parere di un professionista in grado d’analizzare le circostanze particolari di un individuo o di una società. ( Leggere il Disclaimer)

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2 pensieri riguardo “Lo scambio di informazioni tra l’ Italia e gli Stati Uniti.”

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