diritto tributario, investire a miami, Uncategorized

Ho scoperto da poco di essere un residente fiscale da molti anni ma non ho mai dichiarato nulla..cosa posso fare??

Nel post precedente, vi ho brevemente parlato della residenza fiscale statunitense , come determinare se siete soggetti alla tassazione americana e se dovete presentare le vostre dichiarazioni fiscali all’ IRS( il fisco Americano). Se vivete in America, nello sfortunato caso in cui voi siate soggetti fiscali americani, avrete l’obbligo di dichiarare all’ IRS entro Aprile: i conti bancari esteri( in determinate circostanze), quote in societa’ straniere e tutti gli altri beni il cui valore e’ superiore a $50,000 o $75,000 ( con alcune eccezioni, la piu’ importante riguarda le proprieta’ immobiliari acquistate sotto il vostro nome..queste non devono essere dichiarate).  Ma cosa si puo’ fare nel caso in cui vi siate accorti di essere residenti fiscali americani da molti anni e di non aver dichiarato nulla? L’IRS offre un’opportunita’ per “redimervi”: lo Streamlined Filing Compliance Procedure.

Questa procedura e’ stata creata per consentire ai soggetti fiscali Americani che risiedono negli Stati Uniti o all’estero  ( solo individui, alle societa’ non e’ disponibile questa procedura) di presentare le loro dichiarazioni in ritardo, o ripresentare una dichiarazione errata, conseguendo un’unica penalita’.

Senza avvalersi di tale procedura, le penalita’ imposte saranno:

  • il 20% della porzione che non e’ stata presentata ( nel caso in cui abbiate presentato solo una parte dei vostri averi o del vostro reddito)
  • se presentate delle dichiarazioni non corrette, le penalita’ saranno:
    • $50 se presentate le informazione corrette entro 30 giorni dalla data di scadenza per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi; la penalita’ massima e’ di $500,000 per ogni anno in cui non viene presentata alcuna correzione.
    • $100 se presentate le informazione corrette dopo piu’ di 30 giorni dalla data di scadenza ma entro il primo Agosto. La penalita’ massima e’ di $1,500,000 per ogni anno in cui non viene presentata alcuna correzione.
    • $250 se presentate le informazioni corrette dopo il primo Agosto o non presentate alcuna dichiarazione; la penalita’ massima e’ di  $3,000,000 per ogni anno in cui non viene presentata alcuna correzione o una dichiarazione.
  • se non avete dichiarato conti bancari esteri con un saldo totale ( sommando tutti i conti che possedete all’estero) superiore ai $10,000, le penalita’ possono essere di $10,000 per ogni anno in cui non viene presentata alcuna dichiarazione. Inoltre, se l’IRS determina che la vostra mancanza e’ intenzionale, la penalita’ sara’ la somma maggiore tra $100,000 e il 50% del saldo non riportato nel conto bancario estero per ogni anno in cui non viene presentata alcuna dichiarazione ( fino a 6 anni)!!  Se la somma di tutti i vostri conti all’estero porta ad un risultato inferiore a $10,000, non bisogna riportarli all’IRS),

Insomma, potete ben capire quanto questa procedura sia importante per coloro che si sono resi conto troppo tardi di non aver dichiarato all’IRS i propri conti bancari o possedimenti all’estero. Ovviamente ci sono dei limiti a questa procedura; se la mancata presentazione delle dichiarazioni era voluta per evadere il fisco americano o se le dichiarazioni presentate erano fraudolente, la procedura sara’ nulla e tutte le penalita’ appena descritte verranno applicate.

Se vi trovate in questa situazione e volete avere piu’ informazioni su questa procedura, non esitate a contattarmi!

Nota. Questo articolo vuole semplicemente fornire informazioni di natura generale. Cerco di aggiornarne il contenuto periodicamente, ma non posso garantirne l’aggiornamento nel momento in cui l’articolo viene letto. Nessuno deve agire basandosi sulle informazioni in esso contenute senza ottenere un preventivo parere di un professionista in grado d’analizzare le circostanze particolari di un individuo o di una società. ( Leggere il Disclaimer)

Annunci
diritto tributario, Uncategorized

Come capire se siete residenti fiscali negli Stati Uniti

Questo sara’ un post rapidissimo. Per prima cosa e’ importante specificare che essere residenti degli Stati Uniti ai fini fiscali non ha nulla a che vedere con essere residenti ai fini dell’immigrazione ( ovvero anche se non avete la green card od un visto, passati un determinato numero di giorni diventerete automaticamente residenti fiscali  in America  e dovrete presentare  la vostra dichiarazione dei redditi all’IRS… che bello eh? )

In poche righe, i residenti fiscali negli Stati Uniti sono:

  • I cittadini degli Stati Uniti
  • Coloro che posseggono una green card( pero’ la data in cui la persona diventa un residente fiscale dipendera’ da diversi fattori.. )
  • Coloro che eleggono di essere considerati residenti americani ai fini fiscali ( tale elezione puo’ essere fatta compilando un apposito modulo e di solito viene scelta per ottenere deduzioni disponibili solo ai residenti americani)
  • Coloro che rimangono negli Stati Uniti per un determinato periodo di tempo. Tale periodo di tempo e’ generalmente sei mesi ma il codice tributario Americano ha un test specifico che bisogna applicare facendo la media dei giorni trascorsi negli Stati Uniti negli ultimi 3 anni.

Se pensate di essere diventari residenti fiscali in America e desiderate piu’ infromazioni, non esitate a  contattarmi!

Nota. Questo articolo vuole semplicemente fornire informazioni di natura generale. Cerco di aggiornarne il contenuto periodicamente, ma non posso garantirne l’aggiornamento nel momento in cui l’articolo viene letto. Nessuno deve agire basandosi sulle informazioni in esso contenute senza ottenere un preventivo parere di un professionista in grado d’analizzare le circostanze particolari di un individuo o di una società. ( Leggere il Disclaimer)

Uncategorized

Cosa sono i trust?

Questa domanda mi e’ stata fatta moltissime volte, e, onestamente, dare una risposta che in modo chiaro e conciso possa spiegare questo mostro chiamato “trust” non e’ semplice. Il trust e’ un concetto della legge anglosassone e non esiste nel codice civile. Il trust e’ uno strumento giuridico con cui una persona ( il “settlor” ) , ovvero colui che crea il trust, trasferisce il titolo di un bene ad uno o piu’ gestori (“trustees” ) i quali hanno l’obbligo di utilizzare il bene ricevuto a favore di un beneficiario. Esempio: Padre trasferisce una proprieta’ a Miami nel trust a favore della moglie e dei figli. Il trustee gestira’ tale proprieta’ fino a quando non andra’ ai beneficiari nel momento predisposto nel documento del trust.

  1. Chi sono i principali protagonisti nel trust?
    • settlor: e’ la persona che forma il trust, colui che si spoglia del titolo di un bene e lo trasferisce al gestore (trustee).
    • beneficiaries: i beneficiari sono coloro che godranno del bene trasferito nel trust nel momento predisposto dal documento.
    • il trustee: colui che gestira’ il bene contenuto nel trust a favore dei beneficiari. Il trustee e settlor possono essere la stessa persona. Alcune delle principali responsabilita’ di un trustee comprendono:
      • agire per il solo interesse dei beneficiari (Duty of Loyalty);
      • amministrare, preservare ed investire il patrimonio del trust;
      • operare con la prudenza e competenza che una persona generalmente usa nella conduzione dei propri affari;
      • separare le proprietà del trust da altre proprietà da lui possedute od amministrate;
      • quando richiesto dal settlor o dalla legge, versare una cauzione (bond) a garanzia del corretto svolgimento delle sue funzioni (ciò avviene principalmente quando il trustee utilizza una persona giuridica per svolgere la propria funzione);.
      • rispondere per qualsiasi breach of Trust (violazione del trust) dal quale sia derivato un  sperpero dei beni; piu’ generalmente il trustee deve riportare i beni contenuti nel Trust nelle condizioni in cui si sarebbero trovate se non avesse commesso errori.
  2. Che cosa puo essere trasferito nel trust? Qualunque cosa: da una proprieta’, ad una somma di denaro, alle quote di una societa’.
  3. A cosa serve il trust? il trust ha diverse funzioni:
    • un trust puo’ rendere piu’ semplice e meno costoso il passaggio di proprieta’ alla morte del “settlor.”
    • se costruito in una certa maniera, il trust puo proteggere i beni contenuti da eventuali creditori
    • se costruito in una certa maniera, il trust puo’ evitare che la proprieta’ sia soggetta alla “estate tax”, la tassa di successione che per i non residenti americani e’ il 40% sul valore della proprieta’ superiore ai $60,000.
    • il trust favorisce la gestione del patrimonio:  puo’ essere strutturato in modo da destinare una certa somma di denaro alla cura di un familiare, oppure per evitare che un beneficiario possa accedere al patrimonio prima del raggiungimento di una certa eta’.
    • il trust puo ‘ essere utilizzato come via d’acquisto  di un immobile quando l’acquisto da parte di una societa’ non e’ possibile ( alcuni condomini non consentono l’acquisto di un immobile da parte di una societa’). Questa struttura puo’ garantire vantaggi anche dal punto di vista fiscale.
    • in certe situazioni, un trust potrebbe isolare il suo capitale nella divisione dei beni in caso di divorzio.
  4. Il trust e’ riconosciuto in italia? Nell’ordinamento giuridico italiano non è riconosciuto espressamente l’istituto del Trust ma a seguito della ratifica della Convenzione dell’Aja del 1985, entrata in vigore nel 1992, si è riconosciuta implicitamente la validità dell’istituto anche in Italia. In particolare, si e’ riconosciuta la validita’ dei  Trusts Interni, ovvero i  Trusts dove i soggetti giuridici sono italiani, i beni si trovano in Italia ma la regolamentazione del Trust è lasciata ad una legge straniera scelta dal settlor.

In conclusione, il trust e’ un importante strumento legale che garantisce a colui che l’ha istituito( il settlor) diversi vantaggi dal punto di vista legale e fiscale. Ovviamente, e’ uno strumento complesso che richiede l’intervento di un legale per la sua costruzione. Infatti, se non strutturato correttamente, non solo il capitale del trust diventerebbe soggetto all’avvento di eventuali creditori e a tasse fino al 40%,  ma qualunque altra indicazione nel documento del trust su come gestire il patrimonio potrebbe essere negata da un Tribunale.

Se volete ulteriori informazioni sulla formazione e l’utilizzo dei trust, non esitate a contattarmi!

Nota. Questo articolo vuole semplicemente fornire informazioni di natura generale. Cerco di aggiornarne il contenuto periodicamente, ma non posso garantirne l’aggiornamento nel momento in cui l’articolo viene letto. Nessuno deve agire basandosi sulle informazioni in esso contenute senza ottenere un preventivo parere di un professionista in grado d’analizzare le circostanze particolari di un individuo o di una società. ( Leggere il Disclaimer)

Uncategorized

Mi presento

Salve a tutti, mi chiamo Beatrice Bianchi Fasani e lavoro come avvocato a Miami. L’idea di questo blog e’ nata dalle esperienze che ho avuto con i diversi clienti italiani che mi hanno contattato per una consulenza. L’obbiettivo e’ di chiarire alcuni dubbi sul complicato sistema fiscale e legale degli Stati Uniti. In questa prima entry vi descrivero’ il mio background, il mio percorso di studi e cosa mi ha portato a trasferirmi a Miami.

Sono nata a Roma  dove mi sono diplomata al liceo classico. Subito dopo la maturita’, non entusiasta all’idea di iscrivermi ad un’universita’ a Roma, ho deciso di avventurarmi oltreoceano prima di decidere cosa fare della mia vita. La mia prima meta e’ stata il Massachusetts, precisamente North Andover, dove mi sono iscritta ad una scuola d’inglese. Questa esperienza mi ha permesso di migliorare notevolmente il mio inglese, sopratutto grazie al fatto che la scuola si trovasse all’interno di un campus universitario americano nella gelida cittadina di Andover nel Massachusetts. In pratica, gli unici abitanti di questo paesino erano gli studenti americani…quale migliore modo per imparare l’inglese che isolarsi dal resto del mondo?!?!

Durante il mio corso d’inglese ho iniziato a considerare l’idea di iscrivermi ad un’universita’  in America e non tornare piu’ in Italia. L’indipendenza e la cultura americana, cosi’ diversa e molto piu’ aperta da quella italiana, mi aveva affascinato tantissimo. Cosi’ ho fatto l’applicazione per la Boston University dove sono stata accettata. Dopo tre anni di college, dove mi sono laureata con la lode (i risultati del duro lavoro devono sempre essere messi in evidenza)  ho deciso di fare l’applicazione per la Law School ( la Scuola di legge) . Ho sempre avuto una passione per legge, e  diventare avvocato  (o giudice se fossi rimasta in Italia) era il mio obiettivo. Dopo Boston ero decisa a spostarmi da qualche altra parte negli States; all’epoca la scelta era tra New York e la Florida.

New York City era, come per molte altre persone, la citta’ dei miei sogni, con quei palazzi giganti dalle mille luci. Pero’ dopo aver passato un’estate a Miami, me ne sono innamorata. L’idea di vedere l’ oceano ogni giorno e poter passare i miei weekends in spiaggia ( in qualsiasi periodo dell’anno ) e’ stata troppo forte e mi ha portato a scegliere Miami come mia prossima, e definitiva, meta.

Prima di trasferirmi a Miami ho fatto l’applicazione alla meravigliosa University of Miami, dove sono stata subito presa. Legge negli Stati Uniti e’ ben diversa da quella Italiana; non ci sono infiniti codici con migliaia e migliaia di leggi, ma la legge si basa sul concetto di “stare decisis” ( a quanto pare, gli americani amano il latino).  In base a tale principio, le decisioni rese dalle corti superiori in un precedente caso analogo sono considerate vincolanti per i giudici delle corti inferiori. In questo modo, le leggi sono praticamente “judges made,” ovvero fatte dai giudici delle corti piu’ elevate, quali le Corti Supreme.

Dopo il mio secondo anno di legge,  decisi di specializzarmi nel diritto tributario americano. Nonostante fosse la specializzazione piu’ difficile ( e voi direte anche piu’ noiosa..) , era anche la specializzazione piu’ richiesta dai datori di lavoro. Ho sempre saputo che mi sarei dedicata al business law, piu’ che al diritto penale o civile, e diritto tributario era sicuramente necessario. Cosi’ mi sono laureata in Legge ( chiamata in America “Juris Doctor”) e allo stesso tempo ho seguito i corsi per ottenere un Master in Diritto Tributario. Dopo la laurea, ho passato l’esame da avvocato, il temutissimo  ( per giusti motivi) Bar Exam, entrando cosi’  a far parte dell’Albo degli Avvocati della Florida.

Ho da poco aperto il mio studio legale a South Beach nel quale mi occupo di diritto tributario, societario, ed immobiliare.

In conclusione, come ho accennato all’inizio, ho decisio di creare questo blog per dare delle “dritte” dal punto di vista legale agli italiani che intendono trasferisi nella meravigliosa Miami. Cerchero’ di pubblicare  almeno una volta al mese articoli sui cambiamenti piu’ recenti nella legge americana, sulle strutture fiscali piu’ utilizzate per gli investimenti a Miami e altre novita’! Spero possiate trovare in questo piccolo spazio informazioni utili e se avete argomenti particolari che volete io approfondisca o domande da chiedermi non esitate a lasciarmi un commento!

BBF

ME